16/giu/2011

Vulio Vortuna

Vulio vortuna, ch'ogni totalità d'anni avvenga un celeste fenomeno, per cui l'individuo torni ad essere uomo, ricordi di essere, in quell'involontario processo d'anamnesi platonica, che attraverso la coscienza dei sensi porta alla reminiscenza. Che si risveglino in questo primordiali divinizzazioni della natura, inconsapevole la mente abbandoni le clericali dottrine assorbite, artificialmente create per lucrosi e psichici scopi commerciali. Che si torni all'ancestrale culto dell'esterione nell'esoterico interione, al bisogno umano, già neonato bisogno di tubercolo mammario. Ed a questo basti, una nuda luna di rosato pellame, sul qual corpo scivoli setosa sottoveste terrestre.
E pensare che se questo miracolo fosse stato in mano a quei porci ecclesiastici ci avrebbero chiesto moneta per assistervi, grassi d'avarizia terrena come sono, divoratori d'ossa di poveri al fine. E pensare che targano le radici d'Europa a moda loro, del resto solo targando l'Europa temporale degli stati, dimenticando l'Europa degli uomini, ignorando i congeniti creati popoli, dei quali interessa solo il gesuitico e vaccinico marchio a croce di fuoco.
Vulio vortuna, che il maligno non facesse albergo nei chiesastri, nei campanili d'El Dorado e che l'umano spirito facesse di solo umano meravigliarsi questua.
Vulio vortuna, che il senile denudarsi lunare fosse al soldo, come il gallinare sangue delle disparse puttane di gesso; che rami e nodosi tronchi, che foglie soliane d'alberi chiedessero pegno per avere sole ed acque, nel frattempo che si carenassero d'oro.
Vulio vortuna, che d'occhio nudo non si veda quell'impagliato vessillo a stelle e strisce, già in seno alla polvere d'isola mia, d'americana, fistola siringale abusata.
Vulio vortuna, di come siano piccole le luride chiese inumane ed i colonnati penieni visti da qua, da qua dove gli uomini furon giganti e le sepolcrali coperte d'onesta e briciolosa pietra.

[il vostro capo supremo ci esortava a smettere d'adorare pietre e legni, levigati in parte dall'opera d'alcuni, in parte dal tempo e dalla natura dei venti e delle piogge, proclamandoli privi di senso e di logica forma. Dunque il vostro capo supremo ci esortava ad adorare statue di gesso e croci di legno, esteticamente ed artigianalmente di migliore fattura e definendole di superiore forma. Questa relativa superiorità egli la riconduceva ad un'entità che era ovunque, materiale ed immateriale allo stesso tempo, un'entità che evidentemente noi avevamo misconosciuto fino ad allora e che per questo ci aveva abbandonato al nostro selvaggio essere.[...] Indeboliti così dagli assassini e dai forzati inchini, s'aprirono per noi dissenzienti i portoni del vostro disumano inferno. Osservati e diseredati da disillusi ed ovunqui antepassati padri accogliemmo i vostri feticci alieni, di fattura superiori e di forma, fratturandoci per sempre dal nostro mondo].

"Che altri popoli vivano nel benessere o che crepino di fame mi interessa solo nella misura in cui abbiamo bisogno di loro come schiavi al servizio della nostra cultura" - Heinrich Himmler, ufficiale delle SS naziste -

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